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STORIE

Sidam, l'innovazione come risposta ai bisogni del mercato

24-02-2021
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Una PMI innovativa nata, nel 1991, come azienda famigliare, di colpo in prima linea nella lotta al Covid e non solo perché, geograficamente, la zona rossa nella primavera del 2020, quando il virus è giunto in Italia, era tutta attorno. La realtà, fondata ormai tre decadi fa da Graziano Azzolini e dalla moglie Isabella Guidetti "con l'intenzione di portare sul mercato prodotti sempre nuovi", racconta oggi la figlia, Annalisa, Ceo di Sidam, è tuttora sulla breccia, dato che produce dispositivi essenziali nei reparti ospedalieri in cui si combatte il Coronavirus.



Il virus come opportunità



"Abbiamo compreso all'improvviso che occorreva mutare tutti i nostri assetti produttivi e realizzato quanto sia importante avere qualcosa già pronto in magazzino per essere venduto in caso di necessità", prosegue Annalisa Azzolini, illustrando la situazione bellica in cui Sidam, sorta nel cuore del distretto biomedicale di Mirandola, si è venuta a trovare. "Tra i nostri dispositivi salva-vita uno è indirizzato proprio ai pazienti sottoposti a ventilazione meccanica nelle terapie intensive". Perciò Sidam, realtà da 135 dipendenti e dal fatturato sui 18 milioni di euro annui, con Carlo Bonomi (numero 1 di Confindustria) alla poltrona del presidente, non poteva permettersi di chiudere. Questo nonostante uno dei fornitori si trovasse nel bergamasco, dove più infuriava il Coronavirus: "abbiamo dovuto chiedergli di riaprire, perché non potevamo fermare la produzione. Dal canto nostro abbiamo aumentato i turni da 16 a 20 ore al giorno, arrivando a lavorare anche il sabato".





L'importanza della ricerca



Fin dalla fondazione "Sidam ha sempre investito buona parte dei ricavi nel proprio reparto di ricerca e sviluppo: almeno il 10%. E dato che il fatturato negli ultimi cinque anni è triplicato, la somma è divenuta sempre più considerevole". Oggi Sidam guarda alle nuove tecnologie perché possono essere la scelta strategica su cui puntare soprattutto in tempi di pandemia: "Noi usiamo la stampa 3D da anni, ma solitamente solo per realizzare prototipi. La scommessa ora – spiega ancora Annalisa – è impiegarla per la produzione di prodotti su larga scala in tempi emergenziali, come una pandemia, appunto". Anche per questo, l'azienda ha aperto le proprie porte agli atenei: "Abbiamo intrapreso una collaborazione con l'Università di Pavia: siamo sempre alla ricerca di nuovi ingegneri biomedici e di nuova forza lavoro e notiamo con soddisfazione che chi esce oggi dalla scuola è già predisposto a lavorare in gruppo e con metodo".





Il distretto biomedicale di Mirandola



"Chi non è del settore non conosce Mirandola", vivaio di eccellenze italiane, dove peraltro ha avuto luogo l’ultima tappa di Hack for Med, più noto all'estero che in Italia. "Quando nel 2012 ci fu il terremoto in Emilia Romagna – racconta sempre Annalisa Azzolini - a Roma realizzarono finalmente quanto fossimo importanti perché di colpo venne a mancare oltre il 2% del PIL: si chiesero che cosa fosse successo e capirono che occorresse investire". Il Distretto biomedicale di Mirandola conta oltre 100 aziende, tra colossi del settore, startup e PMI specializzate in prodotti plastici monouso ed elettromedicali. La piccola e media industria è la vera protagonista (85,6%) ma sono numerose anche le multinazionali (14,4%) sia estere (60%) sia italiane (40%), che danno occupazione a circa 5.000 persone e realizzano un fatturato di quasi 1 miliardo di euro (compreso l’indotto). "Mirandola ti dà il vantaggio di trovare tutto ciò di cui si ha bisogno per fare impresa in pochi chilometri: contoterzismo per l'assemblaggio, consulenti, laboratori e anche le università". La posizione geografica è insomma strategica anche per chi, come Sidam, si rivolge soprattutto al B2B verso grandi gruppi internazionali e industrie farmaceutiche.\


Intervista di Carlo Terzano.

Ligure, classe 1985. Laureato in legge, formatosi professionalmente al Master post laurea della Scuola di giornalismo dell’Università milanese Iulm. Giornalista politico ed economico, ha collaborato e collabora anche con Policy Maker, Start Mag, StartupItalia, Radio 24, R101, Formiche, Corriere Innovazione e Lettera43.it.

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